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Ho misurato il silenzio
messinscena
Pubblicato da Ilaria Palumbo in covid-emozioni · 15 Aprile 2020
Devo dire in primis che il compito che ci è stato dato mi ha sollevata molto, poiché nella prima settimana non ero riuscita a mettermi nell’ottica di fare un lavoro “tranquillo”, di ricerca attenta e approfondita. Durante l’ultimo nostro incontro mi sono appuntata le parole di Diego “non essere statici mentre si sta fermi” e di Elena “trovare nuovi angoli e prospettive”. Mi hanno molto aiutata per la ricerca di un lavoro di ascolto, dandomi degli stimoli e degli spunti, che per me è difficile da effettuare in modo spontaneo in questa situazione.
 
Ho cercato di ritrovare il silenzio in diversi modi, l’idea che mi sono fatta riguardo alla mia ricerca è che sia stata una misurazione.                                                                                          
Ho provato a misurare il silenzio.
 
Come? La sera tardi mi metto sdraiata o seduta a letto, chiudo gli occhi, respiro con il diaframma e inizio ad ascoltare, ascoltare finché i suoni non svaniscono, nel mentre respiro, e conto i respiri che riesco a fare tra un rumore e l’altro, misuro la durata del silenzio con il numero di respiri… nonostante i risultati non siano confortanti il mio lavoro mi piace, è uno di quei pochi momenti in cui appunto, non sono “ferma” mentre sono statica.
 
Un giorno ho ricercato il silenzio sul mio balcone, nonostante fosse tardi e fuori facesse freddo, “mi sono avventurata”, anche perché nel mio appartamento tuonava l’urlo della lavatrice. Anche questa volta la mia ricerca del silenzio non ha prodotto ottimi risultati, però ho avuto di sentire suoni molto interessanti, suoni del mondo fuori. Lo scroscio della fontana, qualcheduno che abbassa la tapparella, voci, auto in lontananza; insomma… rumori insoliti, diversi da quelli a cui mi sono abituata. Mi sono rallegrata.
 
Quest’altra cosa è successa sempre sul balcone, quello che si affaccia sull’interno. Meriggiavo in piedi con la testa al sole forse in cerca di un’abbronzatura o forse in cerca di qualche suono (o qualche silenzio)… quando mi misi a fissare i tizi sul balcone di fronte al mio, hanno attirato la mia attenzione con la loro musica sudamericana; a me stanno abbastanza simpatici perché mettono spesso la musica latina (anche se non la ascolto… ci tengo a precisare eh) e mi mettono di buonumore. Ad un certo punto la spengono; e io lì ebbi l’illuminazione. Ho preso la macchina fotografica per scattare una foto in modo furtivo, pensando che quel balcone pieno di suoni ad un certo punto poteva zittirsi, letteralmente spegnersi. Credo infatti che sia con queste foto che voglio riassumere il mio lavoro fatto.
 
P.S. : Ecco qua i risultati delle mie “misurazioni”, io evinco da questi dati quanto sia davvero difficile e raro poter godere del silenzio, che è sempre così breve.
 
-3/4/20, venerdì: oggi ho ascoltato il silenzio per 5 respiri.
-7/4/20, 00:10: oggi ho ascoltato il silenzio per 2 respiri.

Questa foto l’ho chiamata “Silenziosa”, mentre la modificavo cercavo di trovare le impostazioni che letteralmente facessero meno rumore possibile. Ne risulta una foto calma, ma non piatta. Ferma, ma non immobile.
 
Quasi il balcone sembra un balcone qualunque, non emerge… nella mia mente faccio fatica anche ad accettare che sia orientata in modo corretto… sono sicura che se la si capovolgesse di 180 ° non farebbe poi tanta differenza, è davvero fluida anche se inerte, piena di paradossi. Dentro questa foto ho voluto togliere il più possibile, perché credo che sia proprio questo il silenzio, togliere ciò che non è necessario e mantenere solo il proprio respiro. Sono sicura che questa foto parla, ma non apre la bocca per farlo.
 
Nel silenzio non si spengono solo i suoni, ma anche le luci.
 
Il paradosso nel silenzio sta, secondo me, nel fatto che forse non lo troverai mai, perché emergono i suoni più sottili quando stai con lui, forse è una ricerca infinita, ma basta ammutolire una situazione, un’immagine o una foto, un discorso, che questo si palesa.
 
Il silenzio, infine, è un po’ come uno spegnimento.
 
 
Le altre foto, quelle che fanno rumore, ve le allego, ho preferito non inserirle su questo file per mantenere una parvenza silenziosa anche nel layout.



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