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Il teatro per rifare il corpo
messinscena
Pubblicato da Michele Cavallo in teatro · 10 Marzo 2020
Ogni tecnica è una "tecnica del corpo".
Essa raffigura ed amplifica la struttura metafisica  della nostra carne.
M. Merleau-Ponty

I laboratori teatrali diventano luoghi dove si rifanno i corpi, liberando l'uomo dai suoi automatismi. Ovviamente non è il corpo anatomico che interessa l'attore ma il vissuto corporeo, l'esperienza corporea fatta di sensazioni corporee, l'immagine corporea, lo schema corporeo, le emozioni.
Possiamo dire che il training dell'attore si applica a modificare e modellare tre dimensioni del corpo:
1) il vissuto del corpo
2) la rappresentazione del corpo
3) l'utilizzo del corpo.
In particolare il terzo punto è sviluppato attraverso "tecniche del corpo",  modi di usare il corpo, che si distinguono dall'uso ordinario. Si esplorano modi diversi di camminare, di stare in piedi, di respirare, di muoversi, di saltare ecc.. In questo senso E. Barba ha parlato di "tecniche del corpo extraquotidiane". Già Jouvet notava come quella dell'attore è «una professione che ci offre l'occasione di "moltiplicare le nostre superfici di sensibilità"» (p. 71).



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