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sembra una parola facile "silenzio"
messinscena
Pubblicato da Claudia Franceschi in covid-emozioni · 15 Aprile 2020
Sembra una parola facile "silenzio".
Più la si guarda, più la si pronuncia, più la si analizza in 3d,  più ci si vedono tanta sfaccettature e si capisce che il silenzio  forse... non esiste.
Non c’è mai silenzio. (o forse si, ma credo che dovremmo portarci fuori dall’atmosfera, e non mi è mai capitato di andarci)

Ci sono, si, dei momenti in cui nessuno parla, o che si da è soli.
Ma in quei momenti se uno vuole, puo’ fermarsi ad ascoltare i rumori. Il rumore del traffico, il rumore dell’aria, un canto, il rumore di quei suoni quotidiani a cui siamo così abituati che non li sentiamo più fino a quando per caso si fermano e..si sente che non si sentono.
Ma anche allora non è silenzio. È assenza di alcuni rumori.

Ma capita di riuscire a rimanere in un bel silenzio, avvolgercisi dentro, in una nuvola luminosa, leggera, chiara,tenerlo stretto perche ci si sta bene, sorridenti, adagiati, sereni, e tutto sembra più bello, e  ci rivolti dentro i pensieri che sono positivi, brillanti, fiduciosi e in più, sembra quasi che, come  per sopperire alla mancanza dell’ udito gli occhi si soffermino un  po’ di più,su quel particolare, su quella cosa così nota e sconosciuta pensi a quella parola e ti pare di capirla finalmente e chiudendo gli occhi il silenzio amplifica anche gli odori. O si, lo provo tante volte la sera in montagna.. quel silenzio vibrante di odori che apre i polmoni e purifica i pensieri.. maaa non è silenzio quello. Quella è armonia!

Ci puo’ essere silenzio anche  in mezzo alla gente. I suoni, il caos, la ressa, tutto è decibel, e i rumori si confondono, e quasi si amalgamano e si eclissano lasciando solo tracce di suono in secondo piano.
E come in una stanza dai colori psichedelici i pensieri rimbalzano qua e la, e ora seguono un filo, poi un’altro e poi ritornano al primo e un’altro ancora,  e volendo si può lasciare che rotolino  in questo turbinio colorato, e si divertano ,a seguire, provare, rifare, perdersi in sogni , ritrovarsi e ricominciare ma poi ci sono i silenzi, quelli peggiori.

Quei silenzi cupi, pesanti, rancorosi, quelli che scavano dentro un buco che risucchia tutto, e da dove non si riesce ad uscire, e ti imprigionano nel buio con i tuoi pensieri fastidiosi,  che si sgonfiano e si rigonfiano in sensazioni negative ingombranti, buie, tristi.

Ma ci vuoi uscire. E allora serve qualcosa, una voce un suono, che rompa quel silenzio, che neutralizzi l’angoscia e che ti ridia i colori.




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